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Competenza mediatica

Competenza mediatica

Che la tecnologia abbia apportato significativi cambiamenti nella vita di tutti noi è un dato quotidianamente visibile.

La facilità e l’immediatezza della comunicazione, la condivisione del sapere, attraverso lo scambio d’informazioni, video, dati ha cambiato persino il concetto stesso di giornalismo.

Un universo partecipativo in cui però la corretta fruizione del contesto mediatico necessita di appositi strumenti.

È quanto emerge da uno studio condotto in Spagna, con la collaborazione dell’Università Carlos III di Madrid, dal quale si evince come la popolazione spesso non abbia sufficiente conoscenza dei mezzi tecnologici dei quali comunemente si serve e che incontri quindi difficoltà nell’analisi e nella gestione dei contenuti propinati.

Lo studio intitolato “Competenza mediatica.

Ricerca sul grado di competenza della cittadinanza in Spagna” rileva che la maggior parte del campione preso in esame fruisce dei mezzi tecnologici, non conoscendo spesso la tecnologia che vi sta dietro e percepisce in maniera distorta i messaggi che provengono dai media.

È il caso ad esempio delle posizioni ideologiche o politiche, di cui le persone esaminate si sono dichiarate convinte; al momento dell’argomentazione si sono basati su contenuti veicolati dai media, senza supportare il discorso con una maggiore consapevolezza.

Ovviamente non ci si aspetta che tutti possano conoscere a fondo i meccanismi che regolano la tecnologia dei mezzi di comunicazioni più diffusi, ma almeno che si riesca a discernere i messaggi carichi di contenuti e valori, da quelli privi.

Conoscere ad esempio uno stereotipo pubblicitario permette al destinatario del messaggio di analizzare in maniera più critica il messaggio stesso, assumendo quindi una posizione consapevole, a favore o meno, nei confronti del contenuto veicolato.

Un’educazione ai media che diventa d’importanza centrale nei tempi moderni, in cui il giudizio e la selezione delle informazioni non può essere soppressa a favore dalla quantità degli stimoli video o audio.

NIM Magazine: Salvatore Ruffilli

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