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Investimenti in pubblicitá

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Con o senza crisi il mercato per vendere ha bisogno di pubblicità.

E la pubblicità si rinnova in forme diverse, su canali che prima non erano stati presi abbastanza in considerazione.

È il caso delle previsioni che il centro media Carat, di Aegis Group, ha fatto per l’anno nuovo.

Nel 2013 si stima che il mercato della pubblicità, sia online che sui media classici, salirà del 5,8% contro il 6% del 2012: se in Paesi emergenti quali Cina e India la carta stampa riveste un importante ruolo come veicolo di messaggi pubblicitari, dall’altra in Europa gli investimenti si riducono, toccando solo un più 1,5% e negli Stati Uniti del 5%.

La televisione rimane il canale prediletto per piazzare messaggi pubblicitari, anche se l’online si sta conquistando una grossa fetta di mercato, ai danni proprio della carta stampata.

Soltanto in Italia si attendono investimenti per 1,2 miliardi di euro sul web, mentre sui giornali si fermeranno al miliardo, con la televisione che continua a coprire l’11% dell’intero mercato.

Carat inoltre sottolinea proprio come la televisione vedrà un incremento della pubblicità con un più 5,5% del 2012 e per il 2013 si prevede il 5,3%.

In Italia i dati relativi al 2012 non sono stati certamente confortanti: negli ultimi nove mesi gli investimenti in pubblicità sono stati caratterizzati da un movimento in picchiata con il meno 11,7%, rispetto allo stesso periodo del 2011.

Sono i dati forniti da Havas Media; gli investimenti non hanno raggiunto neanche gli 8 miliardi, tornando di fatto a una situazione pari a quella di un decennio fa.

Le soluzioni paventate sono quelle relative ad azioni congiunte da parte delle maggiori concessionarie pubblicitarie, una sorta di sodalizio tra RCS Mediagroup, Sole24Ore ed Editrice la Stampa.

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